Giorni di maggio

→ 22 Novembre 2007 | Scritti | Nessun commento

Peace

→ 22 Novembre 2007 | Scritti | Nessun commento

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Ricordo un libro in cui si parlava di concetti espressi al contrario per uno scopo ben preciso.

Originale.

Italian job

→ 21 Novembre 2007 | Scritti | 5 Commenti

Deve ancora nascere un angolo di mondo del lavoro in cui davvero tutti non fanno la stessa identica cosa. In cui chi sta dall’altra parte del bancone e ti serve un caffè poi non commenta il tuo giaccone, il tuo taglio di capelli, le tue occhiaie di quel giorno.
Deve ancora nascere.

E finché stai dal lato del bancone in cui il caffè lo aspetti, resta in permanente attesa di qualche affettato giudizio su te e sul tuo operato, o del fatto che tutto il buono che hai combinato prima di qualche eventuale cazzata sia cancellato d’autorità. Così, secco.

Puoi scalciare quanto ti pare, qui se vuoi dire la tua e basta curati di non avere nessuno sopra la tua testa.

Tutti sapevano

→ 21 Novembre 2007 | Scritti | Nessun commento

Una donna straordinaria.

Morire

→ 17 Novembre 2007 | Scritti | 3 Commenti

Together we stand
Divided we fall

Roger Waters, “Hey You“, Pink Floyd - The Wall, 1979

The Wall

→ 8 Novembre 2007 | Musica, Scritti | Nessun commento

Curiosità sul film di Alan Parker Pink Floyd The Wall.

Pink, il personaggio protagonista, per tutta l’opera va in trance televisiva su un film: The Dam Busters, inglese, del 1954. Il film tratta l’operazione Chastise, con la quale la RAF inglese bombardò le dighe tedesche nella Ruhr. Altra cosa curiosa è che la scena topica di Star Wars Episodio IV - Una nuova speranza, durante la quale i ribelli entrano nei “corridoi” della Stella Nera, è ispirata a sua volta da The Dam Busters.

Durante la scena in cui Pink è seduto nel gabinetto, nel finale, legge il suo quaderno di poesie. Presumibilmente dove appunta cose per nuove canzoni. Canticchia versi leggendoli mentre sta appoggiato a un cesso. Quello che canticchia è:

Do you remember me?
How we used to be?
Do you think we should be closer?

che è il testo del ritornello di “Possible Pasts”, la seconda traccia di The Final Cut. Album dei Floyd uscito nel 1983, un anno dopo l’uscita del film The Wall.

Dopo, Pink recita:

And I reached out my hand
just to touch your soft hair
to make sure in the darkness
that you were still there
and I have to admit
I just was a little afraid

che è parte del testo di “5:11 AM (The Moment of Clarity)”, l’ultimo brano dell’album solista di Roger Waters The Pros and Cons of Hitch Hiking, uscito nel 1984 a 2 anni di distanza dal film.

Niente sparisce senza lasciare traccia (cit.)

→ 1 Novembre 2007 | Musica, Scritti | 3 Commenti


Niente sparisce senza lasciare traccia (cit.)

Non seguo la carovana di chi accusa Giolindo Ferretti di avere tradito eccetera. Diciamo che mi pare di averlo sempre individuato come una di quelle persone che hanno bisogno di essere inquadrate in qualcosa di schematicamente rigido. E poi si spacciano per anni (riuscendoci) come alternativi.

Prima il comunismo, l’URSS. Poi il capitalismo e Ratzinger. Non ci trovo alcuna differenza. La forma mentis è la medesima, dogmi e barricate.

Niente resta fermo, tutto è sempre in viaggio. Vai Giolindo, che comunque non ascolto più né te né gli altri del tuo ex e nuovo entourage. Sto giro è andato.

Gli altri

→ 31 Ottobre 2007 | Musica, Scritti | Nessun commento

Una volta presa la decisione, la prima cosa che ci ha detto Maroccolo è stata: “Il disco lo andiamo a fare in una casa”, e noi, reduci da un lavaggio del cervello basato sull’idea che i dischi si possono registrare solo in studi costosissimi, siamo stati completamente spiazzati da quella proposta.

Massimo Zamboni, parlando dei CSI.

Quando un sistema raggiunge in sè un ordine chiuso reca i germi della rottura

Arnold Schönberg, dal suo “Manuale di Armonia”.

Body and soul

→ 25 Ottobre 2007 | Musica, Scritti | 7 Commenti

Nell’agosto 1989 scrivevo questo testo, per una canzone dell’allora gruppo che non ricordo quale nome portasse.

E dovevamo tornare a scuola
per innamorarci di nuove ragazzine
scivolando in una discreta noia cercata

Eravamo innamorati mentre
chiedevamo un palco
dove mostrare loro lo show

E quando finì la scuola
restammo innamorati

Onde violente e onde dolci
le sfiorano gentilmente i fianchi
Osservo le sue labbra dischiuse
nella Via Lattea

Body and soul

Foto da Flickr

Ho una cartelletta gonfia di queste cose, con su l’etichetta “testi orginali”, vergata a mano da Mackley. Potrei passarci pomeriggi domenicali, a spulciare quelle cose puberali. E con stupore trovare anche pezzetti come questo appena trascritto, che mi dicono qualcosa. Che mi significano ancora qualcosa.

Il titolo dell’improbabile canzone era, appunto, Body and soul. Ero ossessionato dalla completezza, dall’avere tutto di una persona, in uno scambio reciproco. Non coglievo ancora l’imperfezione come regina delle relazioni, e l’egocentrismo come ago della bilancia. Infine, letteralmente ignoravo che ogni persona è un mondo con una fetta chiusa agli altri. E così sia.

Ice3

→ 17 Ottobre 2007 | Musica | 2 Commenti

Posto per la prima volta un mio vecchio brano. È del 2001. Faceva parte del prototipo di soundtrack di un videogame platform per Playstation2.

Strumenti utilizzati:

In realtà è un raugh mix. Non è mai passato al vaglio di compressori e mastering finale. Non è mai neppure stato riarrangiato, è rimasto bozza. E tale è. Qui è pure compresso e filtrato mi pare da un plugin in flash.

Il suono di telefono libero è quello dei Pink Floyd.

Ice3 è © 2001 S.I.A.E.